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Antoni Gaudi (1850-1926)
Il Modernismo Catalano.
L'enigma di Casa Battlo.

di Paolo Crugnola - 20 Agosto 2005


La cultura moderna in Spagna fu un fenomeno che non coinvolse tutta la nazione, concentrandosi principalmente nella regione della Catalogna e della sua capitale Barcellona. Il cosiddetto “Modernismo Catalano” fu il frutto di un’avanguardia imprenditoriale ed economica ancor prima che culturale ed artistica in cui giocarono una parte rilevante anche delle spinte indipendentiste e di identità culturale.
La volontà di rinnovamento insieme ad una ricerca delle proprie radici culturali tradizionali sfociò in una serie di fatti, personaggi e situazioni molto particolari, ricchi di ambiguità e per nulla simili a ciò che parallelalamente avveniva negli altri paesi europei coinvolti nell’avventura del Moderno.
La figura di Gaudì é forse la più emblematica. La sua opera é sempre stata di difficile interpretazione e nel tempo é stata definita art nouveau, espressionista, neogotica, ecc. Effettivamente alcune sue realizzazioni possono essere accostate a situazioni storiche conosciute e ben determinate. Ma, forse, Gaudì appartiene a quella sparuta schiera di uomini-artisti che operano al di là del loro tempo, incuranti di mode e correnti, sempre fissi sulla ricerca di un’idea. Il loro contributo al progresso é innegabile e spesso essenziale anche se spesso dipanato su sentieri e territori inusuali. Da qui la difficoltà d'inquadramento storico. Un po’ come Antonelli (Fig.1) che nell’andare sempre più in alto con le sue cupole esplorava ed evidenziava un sapere tecnologico eccezionale pur nell’ambito di una tecnologia tradizionale come il mattone. Veniamo a casa Battlo.
L’ambiente più sconcertante é la sala da pranzo (Fig.2). Le altre stanze sono interessanti, ma comunque riconducibili a questa o quella corrente stilistica. L’ingresso (Fig.3) é un tributo all’art nouveau mentre il soggiorno (Fig.4) ha alcuni echi espressionisti che richiamano un altro interno di quegli anni, a firma di Bruno Taut per l’arredamento di un club (Fig.5). In entrambe il motivo a spirale del soffitto culminante nel lampadario a sospensione é pressoché identico. La sala da pranzo presenta invece una serie di connotazioni difficilmente incasellabili in qualche precedente corrente stilistica. Parete e soffitto sembrano procedere da uno all’altro senza soluzione di continuità, secondo un andamento sinuoso in cui la linea retta sembra essere bandita del tutto. Questo crea un gioco di ombre morbide che richiama un soggetto di origine naturale, grotta, antro, ecc. Porte e finestre, si adattano a questo effetto quasi a voler dimostrare che da esso dipendono. Ma ecco che, in questa scenografia un po’ medievale e fantastica (tipo casa degli hobbit del Signore degli anelli) improvvisamente appare in tutta la sua concretezza la struttura dell’edificio. Due colonne in ghisa di chiara derivazione industriale forano l’ambiente da pavimento a soffitto in una posizione tutt’altro che defilata e l’incantesimo é rotto. Richiamo alle antiche strutture gotiche? Omaggio all’ingegneria del ferro? Le colonne potevano benissimo essere schermate, nasoste o comunque non essere messe così in evidenza. In questo modo i due effetti, naturale/medievale e industriale/strutturale, si equivalgono visivamente e l’insieme acquista una nota d’ambiguità difficilmente risolvibile. Andando oltre nell’opera di Gaudì troviamo che questo gioco di scambi fra elementi strutturali e medivaleggianti si fa sempre più serrato fino a fondersi in un unico oggetto architettonico, mentre nell’interno di casa Battlo i due aspetti sono ancora distinguibili. Ciò ne fa un esempio importante nell'opera dell'autore, quasi una sigla d'inizio di un percorso linguistico. Questa strada porterà gradualmente alla Sagrada Familia e all’isolamento sempre più netto di Gaudì verso i suoi simili e le correnti artistiche del suo tempo.
Pianta di casa Battlo
Soggiorno di casa Battlo Bruno Taut - 1920 Interno di un club
Ingresso di casa Battlo